Gli obiettivi della ricerca sono:
Le ricerche eseguite hanno permesso di acquisire indicazioni in ordine:
| - | a tecniche semplificate di screening di resistenza (misurando il numero di spore prodotte dopo 20 giorni dall'inoculazione su porzioni di lembo fogliare); |
| - | a selezione di isolati di Trichoderma in base alla loro attività antagonistica in vitro e in vivo ed alle osservazioni in vivo di effetti significativi di inibizione della sporificazione di C. beticola da lesioni necrotiche trattate con una soluzione di Trichoderma |
| - | alla possibilità di indurre con interventi esogeni la "resistenza sistemica acquisita" (SAR) e modificare la bio sintesi delle poliammine nel fungo in vitro e in planta; |
| - | al progresso conseguito nella selezione per la costituzione di materiali genetici resistenti/tolleranti alla fitopatia. |
Gli obiettivi sono:
Le attività svolte
hanno permesso di proseguire:
- la caratterizzazione di germoplasma per la resistenza alla malattia;
- la messa a punto di test di inoculi in ambiente controllato;
- la selezione di nuovi materiali.
Relazioni funzionali fra stato idrico del terreno e quello della coltura ed effetti sulla produzione
Gli obiettivi sono:
I dati ottenuti servono
a interpretare il rapporto della pianta con il suolo nel quale vive (anche quando
il sistema è soggetto a vincoli vari rappresentati da stress idrico,
termico, etc), nonché a integrare modelli di simulazione già esistenti
oppure a realizzarne degli altri ad hoc che prevedano il consumo idrico della
coltura (nel suo complesso e nella sua distribuzione durante il ciclo colturale),
anche in condizioni di stress idrico.
È stato avviato
uno studio sulla regolazione dei geni che presiedono alla prefioritura ed alle
relazioni source-sink. Riguardo al primo aspetto, è noto che le gibberelline
agiscono sui geni che portano alla fioritura e che questi geni sono numerosi
e interagiscono in maniera complessa. I fattori induttivi sono quattro: luce,
temperatura, gibberelline e nutrienti, in particolare zuccheri, e ognuno di
questi fattori attiva una cascata di geni.
Molte di queste cascate convergono su un gene chiave, il gene LEAFY, che quando
si esprime induce fioritura poco dopo la germinazione. Le gibberelline interagiscono
con gli zuccheri nell'attivazione di LEAFY e possono portare alla fioritura
da sole o in combinazione con altri fattori.
Su bietola non hanno portato a prefioritura, almeno alle dosi utilizzate. In
ulteriori esperimenti effettuati, apici excisi da piantine cresciute in ambiente
controllato sono stati posti in pozzetti di piastre da coltura contenenti terreni
MS e addizionati di GA3 e saccarosio.
Anche in questo caso non si è osservata variazione dell'espressione
del gene LEAFY. Occorrerà clonare i geni FLC in Bela vulgaris,
geni responsabili in Arabidopsis della risposta alla vernalizzazione,
e che vengono down-regolati con questo trattamento.
Ciò permetterebbe lo studio di questi geni nel sistema bietola.