La vita, lo sviluppo e i meccanismi di difesa delle piante sono regolati da un complesso sistema di controllo. Ad una particolare condizione esterna (luce, temperatura, disponibilità idrica o nutritiva) può corrispondere un conseguente segnale interno che origina la risposta adattativa della pianta. Ai classici sistemi di regolazione (generati dagli ormoni) si affianca un sistema di regolazione su base metabolica, quale la repressione da cataboliti o l'induzione genica da parte di particolari componenti metabolici (carboidrati).
È possibile ipotizzare che la regolazione da zuccheri assuma grande importanza in una specie quale la barbabietola, che accumula grandi quantitativi di zuccheri solubili. Tale livello di carboidrati influenza verosimilmente i processi di traslocazione degli assimilati, l'induzione a fiore, come pure i processi metabolici relativi alla sintesi/degradazione dei carboidrati stessi, sia negli organi "source" (foglie) che in quelli "sink" (radice).
Gli obiettivi sono:
Recentemente, la retrogradazione
è stata monitorata e quantificata: il problema è presente in particolare
al Nord e si manifesta nella seconda parte della campagna saccarifera con una
diminuzione media di 2°S. Sono state elaborate le prime ipotesi in ordine
alle cause che la determinano (attacchi di cercospora, eccesso di azoto, clima
avverso, varietà). In particolare, si ricorda che la pianta trasloca
assimilati alla radice, ma si può avere inversione di questo flusso,
per esempio a seguito di stress: le foglie rivegetano e agiscono da sink attingendo
dalla radice i fotosintati e portando a retro gradazione del titolo zuccherino.
Le foglie source hanno alta attività saccarosio- fosfato-sintasica e
basse attività saccarosio sintasica e delle varie invertasi; le radici
invece hanno alta espressione delle attività di scaricamento del floema,
di cui è un esempio il trasportatore SUTl, ancora poco caratterizzato.
Le foglie sink, cioè le giovani foglie e le foglie "ricacciate",
hanno alta espressione di SUT 1, della saccarosio sintasi e delle invertasi,
e bassa attività saccarosio-fosfato-sintasica. Fra i geni source e sink
ci saranno quindi i geni codificanti per queste attività enzimatiche
e forse per il trasportatore SUTI. L'espressione di questi geni è correlata
con i diversi tessuti nelle varie situazioni.
L'obiettivo possibile è
clonare i geni putativamente coinvolti in Bela vulgaris; finora è
stato parzialmente clonato SUTI (chiamato BvSUTl), un tratto lungo 636 bp, già
utilizzato in esperimenti di espressione genica. Da piante allevate in condizioni
controllate sono stati excisi dischetti fogliari che sono poi stati infiltrati
con zuccheri esogeni sotto vuoto. Come zuccheri, sono stati usati sia il saccarosio
che il suo analogo non metabolizzabile turanosio. Il gene SUTI viene represso
da alte concentrazioni di saccarosio ed è molto espresso nelle foglie.
Il picco di espressione si ha a 100 mM saccarosio, poi si ha repressione. Ciò
suggerisce che SUTI abbia compiti di scaricamento del saccarosio dal floema
nel tessuto fogliare e che venga quindi disattivato in presenza di abbondanza
di saccarosio. Il turanosio ha esattamente lo stesso effetto del saccarosio
e, quindi, se ne deduce che la risposta osservata è dovuta al saccarosio
apoplastico, dato che il turanosio non entra nella cellula. Occorrono verifiche
su materiali allevati in campo.