Da qualche tempo si è preso atto che molte risorse naturali non rinnovabili si stanno gradualmente esaurendo. Per razionalizzare il loro sfruttamento, e nel frattempo elevare visibilmente la qualità dell'ambiente, è importante non solo ottimizzare i processi di trasformazione in termini di risparmio energetico e d'uso di sostanze non tossiche ma, soprattutto, valorizzare le risorse naturali rinnovabili e biodegradabili. Di conseguenza, é necessario favorire il consumo di materiali d'origine agricola anche nel settore non alimentare per prevedere la sostituzione graduale di composti sintetici e dei derivati del petrolio. Le colture no-food rappresentano un'opportunità per l'agricoltura del nostro Paese, ma impongono nello stesso tempo uno studio accurato in ordine alla offerta di cultivar/ibridi adatti a condizioni di low input, alle agrotecniche di maggiore sostenibilità ed alla convenienza alla loro coltivazione.

Vi è la necessità, in particolare, di sviluppare programmi di miglioramento genetico per la selezione di varietà fornite:

  1. Di migliorate capacità di adattamento a vari areali (anche marginali), caratterizzati da diversi andamenti meteorologici e caratteristiche dei terreni;
  2. Di resistenza alle fitopatie dominanti ed agli stress abiotici ricorrenti;
  3. Di migliori rese finali.

All'impiego non alimentare possono essere destinate colture tradizionali (aggiornandone l'uso) oppure colture relativamente nuove, per le quali si dispongono di conoscenze limitate sugli itinerari colturali adatti ai contesti italiani. Anche per le colture tradizionali, tuttavia, è richiesta una rivisitazione delle agrotecniche, stante la rapide innovazioni di cui queste possono fruire.
Per alcune specie (es. sorgo) occorre diversificare notevolmente il protocollo colturale in funzione della filiera di destinazione del prodotto (biomassa oppure bioalcool). Occorre sottolineare che la produzione agricola destinata a un processo industriale deve essere in grado di soddisfare esigenze di carattere generale e specifico, riassumibili nei seguenti punti:

  1. Necessità di prevedere le rese, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, per esigenze di pianificazione e produzione;
  2. Necessità di ottimizzare il processo produttivo (localizzazione delle aree, stabilità della produzione, previsione dei costi);
  3. Valutazione dell'impatto ambientale.

Per queste colture alternative, sono state individuate tre tipi di filiera:

  1. FILIERA ENERGIA
  2. FILIERA BIODIESEL
  3. FILIERA OLI INDUSTRIALI

 

Coordinamento e Unità Operative coinvolte nel Progetto